Domenica 28 giugno ho avuto il piacere e l'onore di avere mia ospite Concita De Gregorio. Con l'amica Mara, Assessore di un Comune vicino al mio nonché donna attiva nel campo delle pari opportunità, siamo riuscite a farla venire su da noi per un paio di appuntamenti. La direttrice de L'Unità il pomeriggio nel parco di una splendida villa palladiana, ha presentato il suo libro "Malamore - Esercizi di resistenza al dolore" (lettura consigliatissima non solo alle donne ma anche agli uomini) poi la sera é venuta alla Festa del PD di cui sono stata responsabile (che fatica!).
Ho curato la presentazione della De Gregorio e ha fatto da moderatrice. Mio marito invece ha introdotto il tema della serata. Il pubblico folto, formato da persone di classi sociali diverse era tutto interessato ed ha partecipato attivamente al dibattito con interventi, con domande, con osservazioni spesso accorate.
Che dire? Quando una ha una marcia in più, non ha bisogno di dimostrarlo. La sua semplicità, la disponibilità verso la gente, la convinzione delle idee, la tenacia con cui le propone e le difende la rendono ancora di pià una "bella persona". Tra l'altro mi ha raccontato come é riuscita ad organizzare e conciliare la quotidianità di donna che lavora tutto il giorno ed é madre di quattro figli, senza alcun aiuto esterno ma con la collaborazione del marito.
Anche lui, Alessandro, esperto in finanza e appassionato rugbista come Claudio, si é dimostrato da bravo fiorentino particolarmente simpatico e disponibile alla conversazione e alle battute.
La cosa che più mi é piaciuta di Concita? Il parlare con semplicità, sincerità e chiarezza, dando alle cose il loro nome. Quanti di noi riescono ancora a farlo? Quanto meglio starebbe la politica e quindi il nostro paese se le persone che ci governano, soprattutto uomini, dicessero le cose come stanno e non ci ubriacassero di falsità e di ipocrisia, rimestando nel torbido?
Una vittoria del tutto insperata é ancora più bella. E' sorprendente come la nostra candidata alla Presidenza della Provincia abbia, al ballottaggio, non solo raggiunto il suo avversario che la distanziava dopo il primo turno del 12% ma addirittura abbia ottenuto la vittoria con il 52%. Non ci credavamo! O forse sì e ce l'abbiamo messa tutta. Che giornata quella di ieri! Straordinaria dopo la depressione dei giorni scorsi.
Butterfly soffre ancora e soffre molto. Io e adesso anche Emanuela non possiamo fare altro che ripetere i soliti suggerimenti ma l'amore é duro a morire..... o forse é l'idea dell'amore che é dura a morire. Chissà.
Lascio la mia città per quindici giorni. Lascio a chi resta le incombenze quotidiane del lavoro in ufficio, in orto, in giardino, in casa e ai colleghi di partito lascio l'ansia dei risultati elettorali e la sfida del ballottaggio. Mi allontano da tutto questo. Con la gioia di stare con le persone che saranno con me e con la tristezza e la sicura nostalgia di chi resterà qui in città. Tornerò giusto in tempo per riconfermare il mio voto.
Il periodo elettorale per chi fa politica é sempre duro. Qui, oltre che per le europee, votiamo anche per le provinciali e come coordinatrice comunale devo correre, scrivere, telefonare, sorridere, parlare con la gente, montare gazebi, organizzare cene elettorali, ecc... Inoltre, in contemporanea sto organizzando la Festa del Partito Democratico che sarà dal 25 giugno al 7 luglio. L'aria in casa é pesante. Mio marito ha spesso il muso e a differenza degli altri uomini che gioiscono se la moglie sta fuori dai piedi, lui mi fa sentire in colpa per le mie troppe assenze da casa. Non lo fa apposta ma glielo leggo in faccia che é stanco.
Il 7 giugno partitò per il mare dove starò 15 giorni con le nipoti, mia mamma e mia sorella. Solita formazione dell'anno scorso. Ovviamente non sarà una vacanza di riposo, si perché le pupe richiedono energie sia perché il telefono suonerà spesso. Al ritorno full immersion nella Festa (sarò di corvé tutte le sere). Intanto il lavoro, quello che mi dà da vivere, sta diventando sempre più pesante, per la quantità di cose da fare, i tempi sempre troppo ristretti e il carattere del mio capo che mi fa incazzare ogni giorno ma non posso aggredirlo saltandogli al collo, come farei sempre più spesso. Si respira un'aria elettrica anche per i miei sforzi di fare bene senza consentire interferenze di altro tipo nelle attività dell'ufficio. Non sempre é facile.
Insomma sto per esplodere.
Vorrei scappare all'estero dove parlano una lingua a me sconosciuta, dove i cellulari non prendono, dove ci sia spazio solo per me (e per la mia dolce metà). Invece resto qui.....
E pensare che chi mi vede dice che sono in splendida forma!
Storie di donne............
Butterfly (in realtà ha un nome molto più normale) donna giovane che potrebbe essere libera e felice, si é innamorata di un uomo, non ricambiata. Lui classico maschio egoista la prende quando ne ha voglia e la scarica molto più spesso di quanto la voglia. Incontri occasionali, rapporti occasionali pieni di eros ed affetto (non amore), benessere che dura.... il tempo del sopraggiungere di una crisi di lui e via, tutto torna nella normale freddezza, fino al prossimo riavvicinamento. Butterfly mi chiama e piange in quei momenti e io non so cosa dirle se non le cose più scontate di questo mondo: non ti merita, é uno stronzo, mandalo a cagare. Mi rendo conto che sono banalità perché ci sono passata anch'io, perché ogni donna prima o poi nella propria vita trova un bastardo che le fa stare male e più una donna sta male, più vuole starci dentro alla storia, come se la sofferenza fosse uno stato d'estasi. Oggi mi ha chiesto: perché tutto questo? Che colpe devo espiare? Perché dopo ogni periodo di felicità lui ricostruisce il muro? All'ultima richiesta di chiarimenti (rigorosamente per sms perché in quei momenti lui non le parla) le ha risposto: ho un sacco di problemi e voglio stare in isolamento volontario.
Io dall'alto del mio matrimonio dove ci raccontiamo tutto e niente resta in sospeso chiedo: non basterebbe parlarne? Magari dirle scusa cara, con te sto bene ma ho voglia di stare solo oppure scusa cara ho problemi in famiglia e non sono una buona compagnia oppure ancora scusa cara sono stanco di te, lasciami perdere?
Dimenticavo........ secondo lui é lei che é lunatica, nega ogni addebito di colpa a lui e si vedono necessariamente tutti i giorni per lavoro e questo rende la vita di Butterfly un inferno.
Povere donne! O povere sceme?
Non riesco a scrivere niente. Ho negli occhi quelle immagine che ormai sono sempre ovunque, quelle faccie disperate e piene di dignità, quelle case ormai senza ricordi, quei paesi che non esistono più, quei morti di ogni età senza nessuna colpa e senza consapevolezza della morte che arriva all'improvviso.
Neanche la raccolta di fondi, vestiti, alimenti, altri generi, le tende montate, il cibo dispensato come in una grandissima caserma a cielo aperto mi scutono più. Penso alla mia casa, ai miei affetti e sono come intorpidita, stordita ed attonita di fronte a quello che da un momento all'altro può succedere a ognuno di noi in qualunque posto del mondo.
Che si chiami terremoto, tsunami, guerra, strage, epidemia o malattia la vita é veramente appesa ad un filo. Oggi ci siamo domani non si sa.
E nonostrante tutto ci sentiamo "grandi", potenti; siamo arroganti e ci permettiamo di criticare, trattare con insufficienza e disprezzare chi é diverso da noi magari solo per il colore della pelle.
Pensiamoci......
Ieri sera guardando il TG 3 ho pianto. No, non perché ho visto la faccia di Berlusconi o di qualche altro ministro del suo governo, ma per una notizia che mi ha commossa.
Ho trattenuto le lacrime di gioia, finché il groppo alla gola ha preso il sopravvento ed ho comunicato a mio marito che mi sarei messa a piangere. Lui mi ha detto "fai pure" e io ho rotto gli indugi e calde lacrime di gioia e soddisfazione mi sono scese sulle guance.
La notizia é quella che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge 40 sulla fecondazione assistita. Chissà per quanti la notizia é passata sotto silenzio, ma non per me. Non per chi come me ha provato la fecondazione sulla propria pelle, per chi come me ha avuto la possibilità di provarci, almeno, ad essere genitore, per chi come me ha ritenuto che la legge 40 fosse un'atrocità.
Ho combattuto durante la campagna referendaria, ho parlato in pubblico come persona che fa politica ma soprattutto come donna, ho comunicato tutta la mia rabbia contro una legge che impedisce di scegliere di avere un figlio sano (non biondo, alto, maschio o femmina ma SANO) a quelle coppie che sanno di essere portatrici di gravi malattie, legge che obbliga i medici a sottostare a norme morali anziché scientifiche con l'imposizione del numero degli ovuli da impiantare.
Certe malattie si eliminano proprio evitandone l'ereditarietà e la selezione degli ovuli sani é una delle poche garanzie.
Mi sono commossa parlando in pubblico, raccontando l'ansia e le aspettative, il dolore e la modificazione fisica dovuta agli ormoni, il desiderio e l'amarezza. Ma anche per tante coppie la gioia di avere finalmente un figlio.
A me non é andata bene, ma perché impedire ad altri di realizzare un sogno legittimo? Perché discriminare tra chi può permettersi di andare all'estero e chi non potendoselo permettere deve rinunciare?
A proposito... mi dicevano: se é destino che tu non abbia un figlio tuo, adottalo. Ma la gente sa cosa vuol dire adottare un figlio? Provato anche quello. E' un cammino tutto in salita e, particolare non di poco conto, ancora molto, troppo costoso! Senza tener conto che il fattore età dei genitori crea ancora più problemi.
Insomma, in uno stato laico, sarà giusto che una coppia possa decidere in autonomia il cammino migliore da percorrere per diventare genitore?
Sono passati parecchi anni, non ci sono più i segni sul mio corpo ma nel cuore sì e le lacrime di ieri sera hanno riacceso un fuoco che credevo spento. Per me ormai la maternità é impossibile (o quasi) ma almeno altre donne potranno sperare di nuovo!
A volte bastano pochi minuti per farti cambiare umore. Ieri sera mio fratello é venuto a recuperare le sue bambine a casa mia e con la sua solita faccia di circostanza (che conosco bene) mi ha detto ... guarda cosa mi doveva capitare...... ho due bambine di due anni e mezzo e tre anni e mezzo e ........ divento nonno! Insomma mio nipote, figlio di primo letto di mio fratello, cresciuto con me e con mia mamma fino a nove anni perché la sua di mamma ha avuto una crisi d'identità e ce l'ha mollato lì, sta per diventare papà. Lui ha 24 anni e lei, l'"amica" e non morosa ma abbastanza amica da procreare con lui, ne ha 23. Studiano tutti e due giurisprudenza ma mentre a lei mancano pochi esami a mio nipote ne mancano ... un'eternità. La mia prima reazione é stata quella di scoppiare a ridere. Che destino il mio! Dopo la mia conclamata sterilità, nella mia famiglia - nel giro di quattro anni - sono nate tre bambine e adesso sta per nascere il/la quarto/a. Sono felice perché la vita é sempre una vittoria e perché la notizia di una nascita, in alcune condizioni positive, rende allegri. Dai giovani purtroppo puoi aspettarti di tutto, quindi sapere che diventeranno genitori é già un fatto positivo.
Laura e Beatrice saranno zie a tre e a quattro anni e io sarò nonna. Mentre della due pupe mi sento vice mamma, di questa creatura che verrà mi sento più nonna, perché Andrea l'ho proprio cresciuto io.
Claudio ha messo subito le mani avanti dicendomi: le due bambine ci sono e ormai fanno parte della famiglia, ma non pensare di portarci anche il terzo! Non ho potuto contraddirlo. Ha ragione.
In questi giorni ho leggermente recuperato il rapporto con Bianca, molto lentamente con un po' di diffidenza e di studio reciproco, ma sento che sta riprendendo l'amicizia. E' di questo che ho bisogno. Di nient'altro che di questo. Di momenti sereni che mi diano la carica per affrontare momenti meno sereni fuori dagli ambienti protetti: casa (ma lì ci pensa la mia dolce metà, unico uomo della mia vita a cui non darò mai abbastanza) e l'ufficio (e lì ci pensa la mia amata Emanuela e per quanto possibile l'altrettanto amata Bianca).
Insomma forse la notizia della gravidanza e la ritrovata amicizia, mi stanno facendo usscire dall'inverno.
Non é la prima campagna elettorale che seguo. Anzi dal 2004 sono sempre stata candidata, prima alle provinciali e poi alle comunali. Ma é la prima che sostengo con un incarico politico di partito. Questo comporta ogni settimana discorsi in assemblee pubbliche, saluti a convegni, ecc...
Per natura non voglio essere scontata e dire cose banali ed ovvie. Quindi quando mi invitano a parlare mi preparo sull'argomento e cerco di approfondire alcuni aspetti. Ovvia la fatica e lo stress, soprattutto per una come me che é nata politicamente "ieri" e con modalità che ho già avuto modo di raccontare in altri post.
Venerdì sera alla presenza degli alti vertici del partito e di un onorevole responsabile nazionale dei circoli del mio partito, ho molto chiaramente (ma in maniera pacata) chiesto che si giri pagina e le decisioni vengano condivise con la base del partito e non calate dall'alto. Insomma ho chiesto che i candidati alle prossime elezioni vengano proposti da noi che siamo le "gambe" del partito sul territorio ma siamo in grado anche di essere anche la "testa" se solo ce ne viene data l'opportunità.
Il mio e quello di un altro compagno che d'accordo con me ha completato il mio pensiero, é risuonato nella sala gremita di persone come un grido rivolto a sordi, ma che ha avuto fin dal giorno successivo l'esito sperato perché chi doveva capire ha capito.
E' arrivato l'invito a tutti i coordinatori di circolo e comunali di proporre i nominativi che poi verranno approvati dall'assemblea provinciale.
Insomma mi sta proprio piacendo il mio lavoro di segretario comunale e di coordinatore di un piccolo circolo frazionale perché seppure identificata come donna non aggressiva o grintosa, piano piano sto ottenendo risultati e qualche cambiamento significativo. Chi la dura la vince. Questo per me é fare politica, anche se persone come il mio capo, mio fratello ed altri come loro (vecchie volpi!) non sono d'accordo. Voglio continuare a credere e a sperare che si possa cambiare e che ci sia un vero rinnovamento.
A proposito: io non ho nessuna intenzione di candidarmi e voglio lasciare posto a giovani, possibilmente donne. Voglio poter continuare a fare politica come volontariato sociale, senza alcun compromesso.
Ieri mattina levataccia alle 3.45 per partire alle 5 con la corriera verso Roma. Ci aspettava l'assemblea nazionale dei coordinatori dei circoli del PD a Cinecittà, con Dario Franceschini. Il viaggio é durato SEI ore! Siamo passati attraverso una bufera di neve sugli Appennini dopo Firenze e arrivati a Roma ci ha accolti un vento tagliente anche se con il sole che splendeva.
A Cinecittà la sala era già piena, secondo me eravamo in circa tremila persone. E Dario ha iniziato a parlare subito con la schiettezza e il coraggio che fin dai primi giorni dall'investitura ha dimostrato. Inutile dire che mi piace, l'ho conosciuto anni fa e a Ferrara abbiamo alcuni amici comuni. Finalmente qualcuno che non ha paura di ammettere errori nostri e di criticare con nome e cognome i componenti del Governo. Finalmente un cattolico che agisce da politico laico e non asservito al Vaticano.
Ma non é questo che mi ha colpito. E' stata la folta presenza di giovani soprattutto donne, con tanta voglia di dire e tanta voglia di fare. Grande capacità di giovani non solo di raccontare davanti a tutti le quotidiani attività e i problemi conseguenti, dei nostri circoli ma anche di dire in faccia a Franceschini, senza timori reverenziali, quello che i giovani e in generale noi vogliamo dal nostro partito. Onestà, laicità dello stato ma soprattutto diventare una voce unica senza scontri trasversali interni per le poltrone, basta con grandi proclami mediatici dandosi la zappa sui piedi e invece vengano prese di posizioni unitarie nelle decisioni anche scottanti (tipo testamento biologico) a costo di prenderle nelle stanze del partito con l'alzata di mano e la conta dei numeri, a maggioranza.
Grande, grandissima Debora del circolo di Udine che ha saputo interpretare il sentimento, la rabbia ma anche la fiducia di tutti noi nel nostro nuovo Segretario Nazionale.
Insomma riprendiamo a fare qualcosa di sinistra!